Scaligera Formazione - Engim

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Tecnologie avanzate per elettricisti d'avanguardia

per una formazione al passo con i tempi e in collaborazione con le aziende 

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Motori ibridi? in Bertucco auto per scoprirne i segreti. 

per capire e toccare dal vivo le nuove tecnologie sui nuovi motori.

Con Harley Davidson inauguriamo il progetto MOTO

La scuola dell'Auto nella sede M. Voltolini di Chievo apre alla specializzazione sulle MOTO 

Da Ducati la storia di come una passione diventa una grande azienda.

Visita dei ragazzi nella sede della prestigiosa azienda. #progettomoto

Progetto #nautica

la professione di autoriparatore nel settore nautica per avere ancora più sbocchi professionali.

Momenti di ispirazione

al museo della scienza e della tecnologia di Milano, fucina di idee!

Storie degli allievi.

Qui siamo considerati persone una diversa dall'altra... possibilità di riscatto nella scuola.


Elia Viviani per Scaligera Formazione

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Con il sistema duale frequenti la scuola per metà.

Per chi vuole inserirsi da subito nel mondo del lavoro

Che Classe!

grande performance dei ragazzi al quiz di Telearena, e il divertimento è assicurato.

Tenneco: cosa cercano le aziende nei giovani?

William Cappabianca in classe per guardare la professione con gli occhi dell'azienda.

In Pedrollo per vedere dal vivo la robotica

Allievi del settore elettrico in visita agli stabilimenti e ai nuovi impianti robotizzati.

Progetto #AUTODARALLY, fare per imparare.

Gli allievi di Scaligera Formazione presentano la loro AUTO DA RALLY realizzata a mano.

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Go Kart Experience in Scaligera Formazione

Una scuola per futuri campioni!

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Abbiamo aperto la prima scuola per giovani meccanici di pista  #MOTORSPORTSCHOOL.

CARROZZERIA 360

Scaligera Formazione inaugura il nuovo laboratorio 4.0

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 Il Tirocino

 

Che cos’è un tirocinio?

 

E' un'esperienza formativa e di orientamento, un'opportunità di inserimento temporaneo nel mondo del lavoro (presso aziende pubbliche e private), è un modo per mettersi alla prova, di orientare o verificare le proprie scelte professionali ed acquisire un’esperienza pratica certificata che potrà arricchire il proprio curriculum. Il tirocinio non prevede un contratto di lavoro, è finalizzato all'acquisizione di una esperienza, alla crescita professionale e personale del tirocinante e rientra in un progetto personalizzato di formazione che deve essere allegato alla convenzione che l’azienda sottoscrive. Non essendo un rapporto di lavoro subordinato, il tirocinio non prevede pertanto, il sorgere di obblighi retributivi e previdenziali e non obbliga l’azienda ad assumere il tirocinante al termine dell’esperienza, ma durante il tirocinio è garantita la copertura assicurativa INAIL (infortuni sul lavoro) e RCT(responsabilità civile contro terzi).

 

Quanto costa fare un tirocinio?

 

La partecipazione non comporta spese per il tirocinante e a discrezione dell’azienda può essere previsto un rimborso spese.

 

Chi sono i soggetti impegnati nel tirocinio?

 

Il tirocinio richiede l’incontro di 3 soggetti: il tirocinante, l’azienda e l’ente promotore (che costituisce il “motore” in grado di guidare il progetto e di garantirne il buon funzionamento). Il tirocinio viene attivato sulla base di apposite Convenzioni stipulate tra il soggetto promotore e l’azienda ospitante. L’azienda allega alla Convenzione un progetto formativo che contiene indicazioni sulla durata del tirocinio, l’orario di lavoro, la posizione assicurativa, nonché su obiettivi, modalità, facilitazioni, obblighi e impegni.

 

Chi può fare un tirocinio?

 

Studenti che frequentano la Scuola Secondaria,

Disoccupati (compresi gli iscritti nelle liste di mobilità),

Studenti Universitari (compresi coloro che frequentano corsi di diploma universitario, dottorati di ricerca e scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione etc..),

Allievi degli Istituti Professionali di Stato, di corsi di Formazione Professionale,

Studenti frequentanti attività formative post-diploma o post-laurea.

 

Chi può promuovere un tirocinio?

 

Il tirocinio si realizza sulla base di un’apposita convenzione tra l’azienda (pubblica o privata) che ospiterà il tirocinante e l’ente promotore, da individuarsi fra quelli autorizzati dalla normativa (art. 2 del DM 142/98 attuativo dell’art. 18 L. 196/97): Centri per l'impiego; Università ed Istituti di istruzione universitaria; Aziende per il diritto allo studio universitario; Provveditorati agli studi; Istituzioni scolastiche statali e non; Enti di formazione professionale e/o di orientamento; Comunità terapeutiche e cooperative sociali; Servizi di inserimento lavorativo per disabili, etc..

 

Chi può essere azienda ospitante?

 

Possono essere soggetti ospitanti tutti i datori di lavoro pubblici e privati, a patto che siano rispettati i tetti massimi per ciò che riguarda il numero di tirocinanti in relazione al numero di occupati a tempo indeterminato.

 

Quanto può durare un tirocinio?

 

La durata massima del tirocinio formativo è stabilita in relazione alla condizione, sia occupazionale che scolastica del tirocinante e può potrarsi fino:

- 4 mesi per gli studenti frequentanti istituti scolastici secondari;

- 6 mesi per lavoratori inoccupati o disoccupati, compresi i soggetti iscritti alle liste di mobilità;

- 6 mesi per allievi di istituti professionali di Stato, di corsi di formazione professionale, studenti frequentanti attività formative post-diploma o postlaurea, anche nei 18 mesi successivi al compimento della formazione;

- 12 mesi per gli studenti universitari, compresi coloro che frequentano corsi di diploma universitario, dottorati di ricerca e scuole o corsi di specializzazione post-secondari anche non universitari, anche nei 18 mesi successivi al termine degli studi;

- 12 mesi per persone svantaggiate ai sensi dell’art.4, co.1, L.381/91; - 24 mesi per soggetti portatori di handicap.

 

L'Apprendistato

 

Che tipo di contratto è?

 

 La formazione professionale è un elemento fondamentale per un lavoratore, in quest’ultimo caso rientra il contratto di apprendistato che si configura come la principale tipologia contrattuale per favorire l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, a seconda della tipologia di apprendistato.

 

L’elemento caratterizzante dell’apprendistato è rappresentato dal fatto che il datore di lavoro, nell’esecuzione dell’obbligazione posta a suo carico, è tenuto ad erogare, come corrispettivo della presentazione di lavoro, non solo la retribuzione, ma anche la formazione necessaria all’acquisizione delle competenze professionali o alla riqualificazione di una professionalità. Queste due obbligazioni hanno pari dignità e non sono tra loro alternative o accessorie.

 

Mentre l’apprendista ha la convenienza di imparare una professione, il datore di lavoro ha la possibilità di beneficiare di agevolazioni di tipo normativo, contributivo ed economico.

 

Il contratto di apprendistato è stato oggetto di diversi interventi legislativi: l’ultimo, in ordine temporale, è rappresentato dal Decreto Legislativo 81/2015nel quale è confluito il precedente Testo Unico, arricchendolo con alcune novità. Quest’ultimo intervento è stato rivolto alla creazione di un sistema duale che integra istruzione, formazione e lavoro, soprattutto grazie alle due tipologie di apprendistato finalizzate all’ottenimento di un titolo di studio di livello secondario o terziario.

 

 Come funziona?

 

Il contratto di apprendistato prevede la forma scritta del contratto, del patto di prova e del piano formativo individuale (PFI) che può essere redatto anche in forma sintetica all'interno del contratto stesso, quindi contestualmente all’assunzione. Il PFI può essere definito anche in base a moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali.

 

Che obblighi hanno le aziende alla scadenza del contratto?



Solo nel caso di apprendistato professionalizzante è previsto l’obbligo, solo per gli imprenditori con più di 50 dipendenti, di proseguire a tempo indeterminato il rapporto di lavoro con almeno il 20% degli apprendisti presenti in azienda, altrimenti non si possono assumere altri apprendisti.  Sono esclusi dal computo del triennio (che è da considerare "mobile"), i rapporti di lavoro in apprendistato cessati per mancato superamento della prova, per dimissioni e per giusta causa. Il datore di lavoro, nel rispetto dei limiti previsti dalla legge, può comunque assumere un ulteriore apprendista, anche se non ha confermato a tempo indeterminato il 20% dei contratti nell’ultimo triennio.

 

Che tipi di contratto esistono?

 

Esistono tre tipologie di contratti di apprendistato, diverse per finalità, soggetti destinatari e profili normativi:

 

  • apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione  secondaria  superiore  e  il  certificato  di specializzazione tecnica superiore;
  • apprendistato professionalizzante;
  • apprendistato di alta formazione e di ricerca.

 

  

A chi conviene questo contratto?

 

La formazione integrata in un contratto di lavoro può essere utile, non solo per i giovani, ma anche per coloro che intendono acquisire nuove competenze per reinserirsi nel mondo di lavoro. Per questo, tramite l’apprendistato professionalizzante, è possibile assumere anche lavoratori in mobilità o percettori di un trattamento di disoccupazione. Data la specifica finalità di riqualificazione professionale non è previsto alcun limite di età per tale rapporto di apprendistato.

 

Che vantaggi hanno le aziende?

  
Come accennato, il contratto di apprendistato determina numerose agevolazioni a favore degli imprenditori che decidono di assumere con questa tipologia contrattuale. L’inserimento in azienda tramite apprendistato è, infatti, sostenuto da notevoli incentivi economici (come la contribuzione agevolata pari al 10% della retribuzione per le aziende con più di 9 dipendenti o lo sgravio totale per quelle con meno di 9 dipendenti o la deducibilità delle spese e dei contributi dalla base imponibile Irap), economici (come la possibilità di un sotto) o normativi (come l’esclusione degli apprendisti dal computo dei dipendenti per determinati fini di leggi).